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Camminare per calli e campielli

CAMMINARE SENZA META PER CALLI E CAMPIELLI DI VENEZIA


ph. @antanasbalt via Instagram

Poche altre città fanno la felicità di chi ama camminare a piedi quanto Venezia: preparatevi a calcare le sue antiche pietre lasciandovi rapire dalla bellezza ad ogni passo.

Sono circa tremila le calli che attraversano la città e, per questo, non c’è cartina che tenga!

Molto meglio affidarsi all’istinto o al cuore e perdersi in questo dedalo di campi, campielli, fondamente e salizade: non c'è modo migliore per scoprire le varie anime che contraddistinguono i sestieri del centro storico. Non ve ne pentirete!


LA REGOLA D'ORO: CAMMINARE A DESTRA!

La maggior parte delle calli è talmente stretta che c’è spazio solo per due o tre persone, a volte per una appena!

Basti pensare che dal censimento delle calli veneziane effettuato nel 1866 risulta che 45 erano le calli larghe meno di un metro e 357 quelle meno di un metro e mezzo. Da allora non è cambiato molto. La calle più stretta? Calle Varisco, nel sestiere di Cannaregio: appena 53 centimetri di larghezza! Non è difficile immaginare quanto sia difficoltoso attraversarla, specie se arriva qualcuno dalla direzione opposta.

È per questo che a Venezia è buona regola camminare sempre tenendo la destra e, quando necessario, in fila per uno per non ostacolare i passanti che giungono dal verso opposto o hanno il passo più veloce.

Chi risiede o lavora in città infatti si sposta molto spesso a piedi e può andare di fretta, magari trasportando carretti ingombranti.

Anche quando si attraversa uno degli oltre 400 ponti di Venezia, se la vista merita una foto ricordo, è sempre meglio cercare di mettersi in parte senza bloccare il passaggio. Non ci fermeremmo mai con la nostra auto nel mezzo di una strada trafficata per scattare una foto, no? Ecco, a Venezia è la stessa cosa!



ph. Gabriele Vattolo Comune di Venezia



I TRAGHETTI SUL CANAL GRANDE

Cominciamo dalle basi. Per orientarsi in città ed esplorarla a piedi, è utile sapere che il centro storico di Venezia mantiene ancora oggi la divisione in sestieri, le sei parti in cui la Venezia antica fu territorialmente divisa a fini tributari e amministrativi.
Questa suddivisione è avvenuta probabilmente già nel 1171, sotto il Doge Vitale II Michiel.

I sestieri sono tre per ciascun lato del Canal Grande: San Marco, Castello, Cannaregio sul lato sinistro, mentre Dorsoduro, San Polo e Santa Croce, sul lato destro. Ciascun sestiere ha nel tempo assunto caratteristiche proprie e diverse dagli altri, tutte da scoprire.

Ancora oggi il mezzo più veloce per passare velocemente da una parte all'altra della città sono i traghetti da paràda, ossia per il passaggio da una sponda all'altra del Canal Grande.

I traghetti consentono infatti di evitare di salire e scendere da uno dei quattro ponti sul Canal Grande e sono posti in punti strategici del canale: a San Tomà, a Santa Sofia, a Santa Maria del Giglio, in Riva del Carbon nei pressi di Rialto, e a Punta della Dogana.



ph. @laurabeatrice_crevatoselvaggi via Instagram



I NIZIOLETI, LE INSEGNE STRADALI DI VENEZIA

Per sapere dove ci si trova mentre si passeggia basta alzare lo sguardo alla ricerca dei “nizioleti”, ossia le indicazioni stradali veneziane.

I nomi di calli, ponti, rii e campi, infatti, si trovano direttamente sui muri delle case e degli altri edifici, impressi con uno stencil su rettangoli di intonaco sbiancato e bordato di nero. Si tratta di insegne simili a lenzuolini, “nizioleti” in dialetto locale appunto.

Fino a tutto il Settecento i toponimi veneziani erano affidati alle consuetudini e alla tradizione orale, solo nel secolo successivo sui muri della città sono stati riportati i numeri civici e i nomi dei singoli luoghi.

Non stupisce quindi che a Venezia calli, campi e campielli si chiamino con nomi di santi (campo San Polo), mestieri (Ruga degli Oresi), botteghe o merci (calle del Forno), oppure con i nomi delle famiglie nobili che avevano il loro palazzo o la loro attività in zona (Contarini, Mocenigo, Zane, Albrizzi).

Alcuni nizioleti, infine, indicano che lì un tempo risiedeva una comunità straniera come calle dei Albanesi, dei Greci, dei Tedeschi o dei Turchi.



ph. @geidiemme via Instagram



LE SPECIALITÀ VENEZIANE DA PASSEGGIO

A Venezia, come in tante altre città italiane, si può camminare gustando diverse specialità tipiche di street food.

Tra queste di sicuro c’è lo “scartosso de pesse”, ovvero il fritto da passeggio. Una specie di “cuoppo” napoletano riveduto in salsa veneziana che non ha nulla da invidiare al fish and chips londinese.

Gamberi, calamari, qualche pezzo di verdura e polenta vengono serviti in un cono di carta pronti per accompagnarvi nella vostra passeggiata, tenendo sempre bene a mente che i monumenti, gli scalini di chiese, ponti, pozzi e le rive non sono aree pic-nic e non è permesso sedersi e mangiare a terra.

In alternativa potete entrare in uno dei tipici bàcari della città e provare i diversi cicheti, dalle immancabili polpette alle tantissime altre proposte di finger food della tradizione, il più delle volte con protagonista il pesce.



ph. Benreis CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons



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